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venerdì 17 ottobre 2014

Il Read Along: quando, dove e perché partecipare.

Due paroline sul Read Along.
All’inizio ero molto, molto scettica.
Avendo i minuti contati per fare tutto, spesse volte la lettura di un libro deve incastrarsi in momenti rubati tra un impegno e l’altro, in modo molto disordinato e con l’effetto “risucchio” (specie se trattasi di un libro da cui non ci si riesce a staccare). Chi di noi non ha mai pensato almeno una volta “vabbè, un altro capitolo e poi basta per stanotte?” (sempre più di rado, ultimamente. Purtroppo.)
Bene, se vi riconoscete nella descrizione del lettore tipo di cui sopra, allora il Read Along è un’esperienza da provare.
Analizziamo i fatti:
1)     Minuti contati: malissimo. All’interno di una giornata è necessario ritagliarsi il proprio spazio SEMPRE (lo dice una che non lo fa quasi mai). Ci serve per ricaricarci, per staccare, per far sì che gli altri si stacchino da noi e capiscano che non siamo robot. Il Read Along è un appuntamento con le amiche. È quel caffè che nemmeno si ha tanta voglia di prendere, ma che rappresenta la scusa perfetta per fare quattro chiacchiere, scambiarsi opinioni, semplicemente rilassarsi. È un momento per noi, quello che scegliamo di condividere con chi vogliamo.
2)      Effetto “risucchio”: fa male pure questo. Tirarsi un libro in un respiro può essere affascinante (per lo più stressante. Specie se a notte fonda cercate ancora di decifrare le parole), ma non necessariamente è indice di gradimento. Alcuni libri possono farsi pure leggere rapidamente, ma poi lasciano ben poco. Il Read Along, fatto come si dovrebbe, disciplina il lettore. Fermarsi un giorno a riflettere sulla tappa raggiunta, insieme ad altri lettori che sono al vostro stesso punto, non è solo un momento di condivisione, ma un’occasione di crescita. A ben vedere, ogni volta che ci imbattiamo in un punto di vista diverso dal nostro, cresciamo. Anche se non siamo concordi, anche se dissentiamo. Alla base di tutto c’è la riflessione e un cervello pensante è un cervello attivo, critico, consapevole.

OK, ma se il libro che è stato scelto non mi piace?
Non partecipate. O lo fate e spiegate le vostre motivazioni. O aspettate il prossimo.
Il mio primo Read Along è stato una sorpresa sconvolgente. Si parte da un commento o da una citazione del libro e si attraversano tutte le gradazioni di conoscenza virtuale fino a scoprire che un altro lettore su quel punto che voi avete tanto amato, magari ha pianto perché gli ha rammentato un ricordo del passato. E allora qualche ricordo sovviene anche a voi e, nel clima di complicità che si instaura, potreste volerlo condividere, o anche no.
Il punto non è sapere i fatti degli altri. Il punto è che quella che normalmente sarebbe un’esperienza solitaria si trasforma in un’attività corale. E che vi divertirete.
Questo è il motivo per cui mi sento di consigliarvi caldamente di partecipare a un Read Along ideato e condotto da Annachiara, del blog Please Another Book.
Non ha importanza che libro scegliate, è importante come vi ponete.
Non ci sono obblighi particolari, ma scoprirete che è stupendo scorrere le notifiche di Goodreads è riconoscere in un lettore lo stesso vostro banner nello status, oppure aprire facebook e trovare citato quello stesso passaggio che ha tanto colpito anche voi, o scoprire che Mirya è stata bannata perché spoilera i finali a tutti dopo 34 minuti dall’inizio della lettura.
Ecco, il 20 ottobre le meravigliose donne della Banda dei Read Along, capeggiate da Annachiara, daranno l’avvio al #PABTrevRA (acronimo di Please Another Book Trevor Read Along) a cui potete partecipare tutti, anche in corso d’opera.
Vi va?
Mi auguro di sì.
E allora che aspettate?
Andate qui e leggete il regolamento!



mercoledì 15 ottobre 2014

Dove acquistare, come leggere e come convertire il file del "Manuale della Perfetta Adultera"

Dunque, ci siamo.
Da oggi il “Manuale della Perfetta Adultera” è disponibile su Amazon in formato Kindle, al prezzo di 2,88 euro. Vi risparmio le mie crisi isteriche quando ho scovato un refuso sfuggito alle millemila revisioni e Amazon mi ha fatto “no, no” con il ditino quando ho cercato di caricare il file con la correzione dell’ultimo minuto.
Poco male. Come ho detto in precedenza, ci sono momenti in cui ci si rende conto che il bello non ospita necessariamente la perfezione, e questo è uno di quei momenti. Con grande tranquillità ed umiltà, vi chiedo di essere così gentili da segnalarmi gli errori in cui vi imbatterete, non tanto per mania di perfezionismo, ma solo per rendere più scorrevole la lettura a coloro che sceglieranno questo libro.
Allora, in questo post do qualche piccolo chiarimento.
Il libro per ora è disponibile solo in formato mobi ed è acquistabile solo su Amazon. Mi avete chiesto se ci sarà il cartaceo e non escludo questa possibilità, ma non per l’immediato futuro.
Come lo leggiamo allora? Se avete un Kindle non ci sono problemi: lo acquistate e arriva direttamente sul dispositivo tramite rete wifi. Se avete un tablet, un pc, uno smartphone, potete scaricare l’applicazione gratuita di Kindle (potete scegliere quella più adatta alle vostre esigenze) che vi permetterà di leggere tutti i libri che acquistate su Amazon.
Ma io non ho il Kindle! Ho il Kobo, o un altro e-reader qualsiasi, che faccio? Oppure non ho proprio un e-reader, né un tablet, né un pc, né un telefono.
Bene, io vi consiglio di leggere questo post della splendida Annachiara del blog Please Another Book. Nella prima parte c’è una disamina dei vari e-reader e delle ragioni per cui risulta molto comodo e conveniente per chi (come me e tanti altri) è un lettore ossessivo-compulsivo e non ha spazio/possibilità di acquistare tanti libri in formato cartaceo. Nella seconda parte c’è un’utilissima guida stilata da @MedOrMad alla conversione dei file per gli utenti non Kindle, che desiderano portare l’ebook su un altro dispositivo.
"Manuale della Perfetta Adultera" è convertibile nei formati più comuni poiché non ho limitato questa possibilità con i DRM (Digital Rights Management). La guida riportata nella parte finale del post vi spiegherà passo passo come procedere, ma vi prego di farmi sapere se avete dubbi o problemi tramite i canali che più preferite e che trovate nei "contatti", su in alto nel menu.
Spero di non aver dimenticato nulla.
Ah, sì...
...buona lettura!

mercoledì 1 ottobre 2014

Anteprima: Capitoli 1, 2 e 3 de "Manuale della Perfetta Adultera"

Cari amici, come sempre eccomi a darvi qualche notizia succulenta sulle anticipazioni del libro.
Chi mi segue sulla pagina autore di Facebook sa che insieme a Please Another Book, il blog che ha preso il mio libro sotto la sua aluzza protettiva, abbiamo pensato di ingannare l'attesa della pubblicazione (15 ottobre, segnate, segnate...) con un regalo: i primi tre capitoli del libro.
Il primo l'ho rilasciato ad agosto e lo trovate qui.
Il secondo è disponibile da ieri qui. 
Il terzo è ora disponibile qui.

Sono molto emozionata e spero che lo siate insieme a me!
Buona lettura a tutti!

mercoledì 24 settembre 2014

Cover ufficiale e data di pubblicazione

Aggiorno anche qui le ultime novità, per chi si affida al blog per restare informato sui "lavori in corso".
Dopo cinquanta (50!) prove di cover per il libro, finalmente la copertina di Manuale della Perfetta Adultera è nata!
Lorena Lo Giudice, la grafica a cui devo ideazione e creazione della cover (ma le devo anche molto altro, tra cui due maroni nuovi fiammanti) ha lavorato fino a tarda notte, per molte notti, affinché fosse proprio... PERFETTA!


Cliccate su per ingrandire... io la trovo stupenda!
*si ricompone*
Mi sembra opportuno fornire anche altre coordinate:
Data di pubblicazione: 15 ottobre 2014, esclusivamente su Amazon.
Formato: ebook (per ora. Poi si vedrà...)

Chi vuole, può aggiungere il want to read su Goodreads e presto sarà possibile prenotare la propria copia su Amazon.
Vi ricordo la pagina autore su facebook dove non mancano frizzi e lazzi, specie ora che gli animi si stanno scaldando.
Vi ricordo anche il blog Please Another Book, sul quale troverete molte altre informazioni utili sul mio, ma anche su tanti, tanti altri libri. E ci sarà la data del Read Along del Manuale!
Non sapete cos'è un Read Along? Andate sul blog.
Volete partecipare al Read Along e non sapete come fare? Andate sul blog.
Siete curiosi di sapere se ci saranno sorprese all'orizzonte?
Andate. Sul. Blog!
Ne approfitto fin d'ora per ringraziare tutti coloro che stanno prodigandosi tanto per pubblicizzarmi: per un autore self, questo è molto, MOLTO importante.
E adesso posso entrare nel panico.

sabato 31 agosto 2013

Il punto della situazione #2

Cari amici,
a fronte di due mesi e mezzo dall’inizio del lavoro di rielaborazione della mia storia posso fornirvi qualche piccola coordinata.
Si è a lungo discusso con le mie editor (pensate un po’, ne ho due. Così che mi possano fare il sedere a quadri e non solo a strisce) sulle impostazioni narrative di base. Più di un mese è stato necessario per decidere i tempi verbali e l’uso della persona, un paio di settimane per stabilire cosa differenziasse un libro da una ff e cosa differenzia i nuovi personaggi da quelli che erano in bozza (ho dovuto stilare anche un elenco di dieci caratteristiche distintive tra i vecchi e i nuovi protagonisti. Ci ho messo una settimana -.-‘) , tutte le ore della mia giornata (e molte delle loro) per riflettere su quale sarà il senso dell’eros di questo libro.
Vi porto a conoscenza della luminaria che mi si è accesa nel cervello a botta di invii in allegato del capitolo X e dell’X(1), X(2), X-bis, X-ri-rivisto, X sbrindellato e sanguinante, e così via.
Non c’è nulla di più semplice che prendere una ff, cambiare nomi cose città e schiaffarla su carta o formato elettronico. Basta rivolgersi ad uno di quei siti che “fanno tutto al posto vostro”, anche la pipì. E basta guardarsi allo specchio e ripetersi ogni mattina il motto del giorno: “sono bella, sono figa, sono una scrittrice”.
Poiché non sono né bella, né figHa, e di sicuro non penso di essere una scrittrice, mi sono armata di grande umiltà e ho sottoposto le prime revisioni al giudizio obiettivo di persone competenti. E, naturalmente, me le hanno rimandate indietro zeppe di commenti.
Sorvolando sul mio rapporto controverso con le virgole e l’ipercorrettismo, c’erano altri due problemi fondamentali: A) staccarmi dai ritmi della fan fiction; B) gestire il sesso (non quello della mia vita, ma quello del libro). Che poi, sembrano caratteristiche a sé stanti, ma non lo sono affatto.
Per una ff i tempi di lettura sono molto lunghi (nel mio caso, biblici). È necessario mantenere alto il livello d’interesse: ci si deve anche dilungare nella narrazione per far recuperare il filo del discorso tra un aggiornamento e l’altro ma, nel contempo, stuzzicare la curiosità; spesso vanno inserite delle lemon ad hoc per far sì che i protagonisti facciano un po’ di sana ginnastica per le vene varicose.
L’impostazione di un libro è diversa (che non significa migliore o peggiore). I personaggi vanno inquadrati subito; lo spazio per farli crescere è un libro intero certo, ma temporalmente parliamo di giorni, forse poche settimane (non per me. Quando sono in vena posso anche spazzolare un libro al giorno). I tempi della narrazione sono, dunque, molto diversi ma lo sono soprattutto i personaggi. La loro evoluzione deve essere coerente con la storia, ma anche descritta con lucidità. Le seghe mentali sono off-limits.
Il sesso.
Senza nulla togliere ai libri in cui la trama generale si sostiene su pilastri di peripezie sessuali varie che, in determinati periodi storici, ho prediletto anche io (la Ward e la Adrian, per citarne un paio), questo non sarà un libro erotico, ma racconterà anche l’erotismo (e se ne parlerà. Il sesso è ovunque e non vedo la ragione di oscurarlo, ma nemmeno quella di ostentarlo).
Poiché ho un lavoro, una famiglia, un elenco giornaliero di cose da fare e di certo non ho la presunzione di pensare di arricchirmi con la pubblicazione di un libro (specie in Italia), né ho necessità di trovare la maniera di occupare il tempo, con questa storia intendo innanzitutto comunicare, perché proprio sul sesso e sull’importanza che riveste nella vita delle persone penso ci sia qualcosa da dire.
E cosa ci vuoi dire, dunque?
Voglio dire che quasi a metà percorso di rielaborazione sono soddisfatta del lavoro svolto finora, grata alle mie editor per il tempo, le competenze, le riflessioni che mettono al mio servizio sottraendolo a momenti che potrebbero dedicare alle rispettive famiglie, orgogliosa del file “Tagli” che più si allunga più mi fa sentire in grado di pedalare senza rotelle (nonostante all’inizio ne fossi, proprio come i bambini, terrorizzata), stanca di rileggere al mattino come facilmente sappia virare dal passato remoto al presente quando mi ostino a correggere un paragrafo dopo mezzanotte.
E poi sono impaziente. Di mostrarvi come anche nella terra arida è possibile trovare un fiore meraviglioso da coltivare con pazienza, rigore, impegno e nutrire di sogni. Che è possibile avvampare leggendo una scena erotica anche senza essere costretti a munirsi di navigatore satellitare.
Che vale sempre la pena di mettersi in gioco nei progetti lunghi e laboriosi perché, se da un lato ci sottrarranno tempo e salute, sono proprio quelli i percorsi da cui trarremo maggiore soddisfazione e forza per tutto il resto.
A me sta succedendo. Sto sostenendo ritmi pazzeschi e non mi sono mai divertita tanto.

Ma in fondo è così: i ricordi dei viaggi più divertenti che ho fatto sono quelli in cui mi perdevo per strada. 

giovedì 13 giugno 2013

Il punto della situazione #1

Amici carissimi, ho deciso di cancellare “Una Sera, per caso …” dal sito di EFP per un paio di ragioni.
La prima, più importante, è che è zeppa di errori, specie nei capitoli iniziali, e necessita di una bella sistemata. Ho rivisto i primi undici capitoli e, correggendoli, mi son trovata praticamente a riscriverli quasi per intero: ho realizzato di praticare un vero e proprio editing, anche spietato in realtà (il che mi riporta a quanto siete stati magnanimi nei miei riguardi lol). Così com’è, questa storia non può stare da nessuna parte.
E quindi, veniamo alla seconda ragione. Voglio organizzare “Una sera” in un file unico ed apportare tutte le modifiche che riterrò necessarie. Allo stato attuale, ho circa 800 pagine da rivoluzionare.
Che ne farò di questo file?
Ancora non ho deciso, dipende da cosa ne esce fuori. Chiariamoci: sono abbastanza onesta con me stessa da conoscere i miei limiti, ed anche consapevole che una fan fiction resta, comunque, un allenamento alla scrittura e non può diventare, così com’è, un libro in “carne ed ossa”. Quando ciò è accaduto nei casi a noi, tristemente, noti potrà essersi trattato anche di un successo editoriale, ma resta, a parer mio, un fallimento personale. La mia scrittura è cambiata radicalmente dal primo all’ultimo capitolo postato. Quando ho iniziato, quasi per gioco, a modificare i nomi, qualche frase e situazione, ho notato che erano di più le cose che cancellavo che quelle che mantenevo: termini usati in modo improprio, refusi, formattazione scorretta, punteggiatura confusionaria, descrizioni carenti o poco convincenti, debolezze inaccettabili nella struttura portante.
E, rileggendo, ho realizzato che le parole stanno via via acquistando un carattere, una personalità di cui prima mancavano.
Ho necessità di effettuare questo percorso su me stessa, quello di mettermi alla gogna e di scovare le debolezze del mio stile in modo sprezzante e, nonostante sia consapevole che non si è mai buoni giudici di se stessi, so che non ho fatto ancora del mio meglio: posso fare davvero di più e voglio farlo.
Nelle mie intenzioni non c’è quella di sfornare il libro del secolo: le fan fiction raffazzonate e lanciate nella mischia editoriale mi sembrano un’offesa all’intelligenza del lettore. Ciò che desidero è rendere completamente personale il mio lavoro che, allo stato attuale, è ancora molto immaturo per essere meritevole di seria considerazione. Non da parte di un editore, ma da parte dei lettori.
E poi?
Poi si vedrà.
Potrei decidere di chiedere un parere professionale in merito alla qualità dello scritto, riproporlo sul mio blog o gettarlo nel dimenticatoio, ma sarà un percorso utile in ogni caso e, ritengo, obbligato per i miei progetti futuri (che nel mio pc hanno le sembianze di un prologo e primo capitolo di una storia – credo - promettente). Prima di andare avanti con quella, però, sento di dover sviscerare ciò che è già stato.
Veniamo ora, al terzo punto. Tre mesi dalla pubblicazione dell’ultimo capitolo mi pare un tempo ragionevole per supporre che chi seguiva la storia abbia letto anche l’epilogo. Da oggi, quindi, non trovate più la fan fiction sul sito di EFP e sul Forum di Twilighters Italia. Giusto per essere chiari, vi comunico che i diritti d’autore per questa storia sono stati registrati ufficialmente già da tempo: proibisco esplicitamente ogni diffusione, ogni ispirazione, qualsiasi riferimento diretto o indiretto ad essa o a parti di essa senza debita autorizzazione scritta. Tuttavia, mi affido al vostro buon senso e vi chiedo di tenere per voi qualsiasi cosa a riguardo di cui siate venuti in possesso in questi anni. D’altro canto considero “Una sera” ancora una bozza, suscettibile di molti rifacimenti e cambiamenti anche sostanziali: chi dovesse rileggere questa storia in futuro, potrebbe trovare evoluzioni e situazioni molto differenti da quelle già lette. Resta inteso, comunque, che sarebbe una rielaborazione della fan fiction pubblicata sul sito EFP tra il 19/10/2009 e il 16/03/2013 sotto lo pseudonimo “endif”, di mia esclusiva proprietà. Coloro che hanno fatto il pensierino di “ispirarsi” alla suddetta fan fiction (o lo stanno già facendo: sono democratica ma non sono né stupida, né cieca ^^), specie appellandosi al fatto che la cancellazione su EFP potrebbe dare il via libero per un plagio indiscriminato, è bene che sappiano che la loro, sarebbe una scelta davvero poco saggia: non mi sono fatta scrupoli a portare in tribunale persone per molto meno XD
Punto quarto: e gli extra che ci avevi promesso? Non li ho dimenticati, ma per adesso saranno accantonati, in attesa di vedere cosa riesco a combinare con la correzione di questa storia. Non so come spiegarlo in modo chiaro, ma mentre riscrivevo i primi capitoli, i personaggi hanno assunto dei contorni differenti da quelli precedenti ed hanno cominciato a “parlarmi” diversamente. Ora come ora, non riuscirei a scrivere di quelli che erano in bozza, mi dispiace.
Sono molto emozionata per questa piega inaspettata che il mio lavoro ha assunto: ho cercato di ignorare il senso di disagio che mi faceva svegliare in piena notte, ho provato sul serio a scrivere il primo extra, ma quando ho aperto word ho preso a fare tutt’altro. Solo nel momento in cui ho raggruppato tutti i capitoli insieme, iniziando a modificare i primi tre alle 5.00 del mattino, ho ripreso a respirare e sono tornata serena. E’ questo, ciò che devo fare adesso.
In un modo, o in un altro, ritornerete in possesso di questa storia se ne avrete desiderio e sapete che mantengo sempre le promesse.
Per qualsiasi aggiornamento di stato, fate riferimento al blog.
Grazie per la comprensione ;)


Maria Luisa

venerdì 25 novembre 2011

A volte, ritornano. Altre, no.

Il due settembre a mio suocero è stato diagnosticato un tumore al polmone, metastatizzato. In pochissimo tempo, nella nostra totale impotenza, abbiamo visto il nostro caro deperire fino a diventare quasi uno scheletro. A metà di questo mese, è deceduto. Non provo nemmeno a descrivervi il profondo dolore che ha colpito mio marito, me e tutta la nostra famiglia, ma non è questo il punto. Il punto è che quando una persona cara si ammala gravemente, specie in questo tipo di patologie, l’afflizione colpisce l’intera famiglia.
Il tumore è una malattia familiare.
In una reazione a catena, anche i miei figli ne hanno risentito, essendo io costretta spesso al letto di mio suocero, per riuscire a dare sollievo a mio marito, impegnato con suo padre quasi ventiquattrore al giorno.
Circa un mese fa, mia madre ha riportato una frattura all’omero in seguito ad una caduta, e gli impegni a cui la mia famiglia è stata sottoposta si sono raddoppiati nell’arco di un istante.
Ho temuto che lo stato di sconforto in cui ero piombata avrebbe allungato le proprie spire, spingendosi in profondo dentro di me. Ho avuto il terrore di mettere nero su bianco le mie emozioni, fosse anche nel proseguire Una sera, per la paura che il vuoto che sentivo dentro potesse venir fuori e contagiare tutto il resto. In circostanze come queste ho imparato, purtroppo molto presto nella mia vita, ad anestetizzare il cuore per andare avanti. E’ come se mi fossi lasciata soggiogare dal “Turn it off” di Klaus. Ogni energia l’ho riservata a questo momento così difficile per la mia famiglia, so che mi capite. Se vi può consolare, tutte le mie attività si sono azzerate per due mesi e mezzo, e la scrittura è stata la rinuncia più dura che mi sono imposta.
Voglio ringraziare tutti voi per la pazienza che avete dimostrato.
La maggior parte ha compreso che mai vi avrei sottoposto ad un’attesa così lunga se non fossi stata davvero impossibilitata ad aggiornare e a voi vanno i ringraziamenti più sentiti per il rispetto che mi avete mostrato con il vostro silenzio.
Alle amiche che mi hanno scritto, telefonato, sostenuto e cercato di distrarre vorrei saper descrivere in maniera appropriata il beneficio che ne ho tratto. Temo sempre di dimenticare qualcuno, quindi non faccio nomi, ma so che state leggendo questo post e vorrei che sentiste il mio abbraccio su di voi. Grazie :*
A Camilla non so cosa dire. Nonostante le sue preoccupazioni personali, ha trovato sempre il tempo per due inutili e, contemporaneamente, fondamentali chiacchiere per lasciarmi sfogare e riportare lo stress a livelli accettabili. Sei un’amica davvero :****
Ho, tanto per cambiare, ciarlato fin troppo, ma sopportatemi per qualche altro rigo.
  1. Non fate affidamento sulle due settimane circa che avevo come frequenza di aggiornamento in passato: non so se riuscirò a rispettare più questi tempi. Posterò quando potrò, ma soprattutto pubblicherò solo quello che riterrò all’altezza della storia che ho scritto fino ad ora. Lo devo a me stessa prima che a voi
  2. Una sera, per caso avrà una conclusione e sarà pubblicata su EFP e sul forum di Twilighters Italia. Se anche mi dicessero, oggi, che questa storia dovesse essere pubblicata nell’editoria domani (lol), la concluderei e pubblicherei ugualmente sulle piattaforme che ne hanno visto i natali. Questo lo devo a voi, prima che a me.
  3. Non manca molto alla fine (lo sento, il coro dei “meno male!” -.-‘). La trama in origine prevedeva un piccolo excursus che ho deciso di eliminare per non distogliere l’attenzione dal filo portante della storia. Non so quantizzarvi i capitoli che restano (recentemente sono ancora più logorroica del solito, meh), ma sono sei o sette. Di sicuro, meno di dieci. Ci saranno degli extra.
Ora ho davvero detto tutto.
Alla prossima XD

lunedì 13 giugno 2011

Piccolo aggiornamento di stato

Amici,
volevo rassicurarvi sulla ripresa a ritmi più sostenuti della scrittura. Sono a metà del cap.29, un po’ per mie difficoltà personali riguardo la mia famiglia, un po’ perché si tratta di un capitolo molto complesso. Visto che avete atteso tanto, vorrei darvi un aggiornamento ricco, senza doverlo spezzare in un punto delicato per poi proseguire nel prossimo.
Vi ringrazio della pazienza che dimostrate, delle bellissime parole di conforto che mi avete donato, specie privatamente, delle manifestazioni di affetto e di solidarietà per questo brutto periodo che sto attraversando, ma che pare avviarsi a tempi migliori.
So che avete aspettato tanto e mi scuso davvero. Ma vi ripeto: non temete che non lascio nulla di incompiuto.
Un piccolo spoiler dal Pov Bella, nell’attesa del nuovo aggiornamento: 

"«Non ha mai preso un aereo, giusto?» domanda con un sorriso.

Scuoto il capo, sospiro: «No».

«Un po’ di entusiasmo è normale, non credi? Dovresti lasciarti contagiare da lui, sei troppo sulle tue. Il viaggio fino a Chicago diventerà un incubo …» commenta con snervante pacatezza.

Attendo di avanzare un po’ nella fila, fin quasi al primo scalino, per avere il tempo di ricacciare in gola la risposta acida sulla mia presunta – ma nemmeno poi tanto – rigidità da tipica guastafeste che rovina la scampagnata a tutti e mi volto nuovamente verso di lui, tenendo bene Andy dall’altro lato: «L’entusiasmo è davvero l’ultima delle mie emozioni in questo momento. Sai quanti aerei sono precipitati quest’anno?»

L’occhiata che mi riserva non è beffarda, né canzonatoria, bensì concentrata: «Vuoi il numero o ti basta la statistica?»

Lo fisso irritata: «Io lo conosco il numero, mi chiedevo se lo sapessi tu».

«Isabella» inizia con tono paternalistico «se tu prendessi un aereo ogni giorno della tua vita, ci sarebbe una possibilità su cinquemila che possa precipitare. La percentuale è davvero bassa, ti assicuro. Hai più rischio di incorrere in un incidente domestico che di salire su questo velivolo» e con il capo accenna all’aereo che incombe su di noi.

«Caro avvocato» rispondo con un sorriso agghiacciante «se sull’aereo ci sale mio figlio, ti assicuro che una possibilità su cinquemila è un numero fin troppo elevato. E, poi,» proseguo alzando il mento in alto con sfida «le tue nozioni sono errate. La statistica precisa è superiore all’un percento, se proprio vogliamo fare i saputelli …»

Inarca fastidiosamente un sopracciglio in su, e la sua espressione sfiora quasi la vetta della saccente incredulità.

Una roba da far perdere la pazienza anche a Giobbe.

E, poi, subentra l’implacabile movimento della mascella e devo sforzarmi davvero parecchio per distogliere gli occhi da quelle labbra succulente che si sporgono per un istante e poi si distendono in un mezzo sorriso destabilizzante, prima che parole carezzevoli sfiorino il mio orecchio sinistro e il suo respiro si infranga contro la mia guancia: «Dì la verità … ieri hai trascorso la serata a documentarti su internet».

Grazie a tutti voi :*****