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sabato 29 marzo 2014

Consigli per gli acquisti #5


Di recente ho avuto molto tempo da dedicare all’esternazione del mio io più profondo. Praticamente tutti i giorni ho intrattenuto una conversazione con qualche tecnico della Telecom che, con finta gentilezza, s’è dichiarato al mio servizio per ripristinare la connessione internet ballerina. In quaranta giorni, quindi, sono passata attraverso tutte le sfumature della speranza, pazienza, condivisione, sopportazione, irritazione, rabbia, furia. Poiché, puntualmente, le telefonate Telecom arrivano all’ora di pranzo o cena con domande più o meno imbarazzanti (“Signora, qual è il problema? Avete testato il modem? Avete cambiato i filtri? Avete staccato la testa a vostro marito? Adesso siete connessa? Navigate? Io vi vedo allineata …”), il computer è rimasto acceso per giorni interi in perfetta immobilità e, quindi, ho avuto modo di dedicarmi alla visione di alcuni film che sostavano in doppia fila su un pc ormai stracolmo da troppo tempo.
(Piccola postilla: non credete MAI a ciò che sostengono questi operatori. Vi raggireranno in tutti i modi più subdoli per convincervi a non disdire il contratto, vi prometteranno di interessarsi al vostro caso, di monitorare la vostra linea per 48 h – io dopo questo tempo trovavo le segnalazioni effettuate, chiuse per avvenuta riparazione. Informatevi, non accontentatevi, lottate. Dopo raggiri vari, minacce, coercizioni sono approdata qui e ho visto la luce. E ora Telecom vedrà il buio. Tutto GRATUITAMENTE, ovvio).
Ad ogni modo, vi consiglio i film che meritano, as always.

 “La grande bellezza”, anno 2013, di Paolo Sorrentino. Come saprete, la pellicola ha vinto l’Oscar come migliore film straniero, dopo aver vinto il Golden Globe, e ne sono felicissima. È stato molto criticato, ma io ho fatto il tifo per questo film surreale, crudo e cinico, aspro e commovente. Paolo Sorrentino mescola la purezza della poesia allo sfiorire di una Roma ormai decadente e usa come filtro gli occhi di uno scrittore “in blocco”, sfruttando il suo malessere più intimo per portare in luce la pochezza dell’essere umano, le paure e “le grandi brutture” dell’animo. Non è un film che lascia una bella sensazione addosso, ma si fa pensare a lungo. Consigliatissimo.



“Saving Mr. Banks” (Saving Mr. Banks), anno 2013, di John Lee Hancock. Confesso qui di essere una vecchia fan di “Mary Poppins”. Sono una di quelle che si incollava alla televisione quando davano questa pellicola, pur senza resistere quasi mai fino alla fine del film (ricordo che era abbastanza lunghetto ed io mi pregiavo di riuscire a dormire ovunque ci fosse una superficie abbastanza solida da reggermi. Ah, bei tempi!). Sognavo un uomo come Bert, con la stessa allegria e positività, e, come avrei scoperto dopo qualche anno, una borsa come quella di Mary (la cerco ancora, eh). E’ stato uno step naturale, dunque, lasciarmi incuriosire dal film di come i romanzi della Travers siano passati al grande schermo. E sono rimasta piacevolmente stupita. Saving Mr. Banks è di una delicatezza sconfinata, con due attori d’eccellenza che rendono meravigliosamente i dettagli fisici e comportamentali di una situazione d’impasse che dura da vent’anni (nel film, la Travers è ostinatamente restia a concedere la sua Mary al Signor Disney, nonostante nella realtà i diritti cinematografici erano già stati concessi quando la scrittrice giunse a Los Angeles per discutere della sceneggiatura). E’ divertente, toccante (ho pianto e, sono certa, piangerei ancora a rivedere un paio di scene), ben interpretato. E, ovviamente, è consigliato.



“All is Lost – Tutto è perduto” (All is Lost), anche questo anno 2013, di J.C. Chandor. Qui ci vuole un minuto di silenzio. Prima di tutto, perché nel film ci saranno forse quattro battute di dialogo in tutto. Secondo poi, è stato un tuffo (letterale) tra i ricordi. E’ la storia di un naufragio, come forse ce ne saranno tante altre e simili, ma solo chi ha fatto vacanze come le mie può comprendere il grado di empatia che ho provato guardando questa pellicola.
Il trailer qui.



Qui inizia un post a parte, di cui non posso proprio fare a meno, ma che siete liberissimi di saltare a piè pari.
Guardando quest'ultimo film ho avuto la certezza della sacrosanta imprescindibilità di alcuni fatti: 1) Se la sfortuna inizia a seguirti in mare, ti abbandona solo quando metti piede in terra. 2) Le persone sono fatte per camminare. Non per nuotare, non per oscillare su quella che chiamano orgogliosamente barca e, vai a vedere, trattasi di un guscio di noce. 3) Tutto si può risolvere con una bella chiacchierata.
Nella mia vita ho avuto la “fortuna” di andare in vacanza due volte su una barca, per una settimana. Al tempo ero accecata dall’ammmmmmore e per il mio fidanzato avrei sopportato ogni tipo di sacrificio (infatti l’ho sposato ed è diventato mio marito); ho fatto scorta di anticinetosici perché soffro il mal di mare, ho duellato con mia madre per convincerla a lasciarmi partire (tutti sono moderni quando NON si parla della propria bambina), ho ficcato il cuscino nella valigia (non parto MAI senza il mio cuscino) e mi sono lanciata all’avventura.
Da dove vengono le certezze che ho numerato sopra?
In ordine: ho scoperto che, su di me, gli anticinetosici non funzionano. Nausea perenne e rincoglionimento da farmaci, fin quando non scendevo a terra barcollante e mi schiantavo sotto un albero (mentre tutti sguazzavano in spiaggia). Ho diviso la cabina con una tanica di nafta che s’è rovesciata, diffondendo i suoi effluvi per tutto il viaggio. S’è staccato un tubo del gas e per due giorni non abbiamo potuto cucinare. Abbiamo incrociato un temporale forza 8 e, in seguito, perso il gommone con cui scendevamo a terra. Il fidanzato-futuromarito ha avuto un ascesso al dente, in pieno agosto, su un’isoletta sperduta dove non ci dispensavano nemmeno una confezione di novalgina senza ricetta medica; la sottoscritta un herpes labiale che le ha preso metà viso. E poi, punture di meduse, scarpinate a prova d’infarto e in rada per tutto il tempo. Il viaggio della speranza.
Comprendo, perciò, il motivo per cui in film come “All is lost” (mai titolo fu più azzeccato) ricorre sempre la scena in cui l’uomo (è sempre un uomo, sta poco da fare. Nessun altro, donna o persona sana di mente, si lancerebbe in un’avventura del genere) saluta l’alba nascente con un sorriso appena accennato sulle labbra: è il sorriso del sopravvissuto. Ovviamente, anche se il protagonista di questa pellicola sembra essere perseguitato dalla sfortuna, è un film che consiglio senza dubbio: se non altro per l’aplomb straordinario di Robert Redford, gnocco di potenza mondiale anche a settantasette anni, che si fa sfuggire un “cazzo” appena sussurrato solo a film quasi concluso (al contrario della sottoscritta che inventa parolacce all’occorrenza, quando quelle conosciute risultano insufficienti) e, dopo peripezie di ogni genere, conserva comunque una penna biro funzionante e gli occhiali da vista.
Un miracolo senza dubbio.


giovedì 17 ottobre 2013

Consigli per gli acquisti #4

Ho una particolare predilezione per l’Oriente.
Trovo che ci sia qualcosa di poetico nei paesaggi un po’ tremuli, nelle usanze antiche e ricche di significato, nella cortesia e nel profondo rispetto degli orientali, in particolare cinesi e giapponesi. Quando è l’Occidente ad intrufolarsi in quel mondo provo sempre un lieve senso di fastidio, come se fosse, in ogni caso, una contaminazione indelicata.
Quello che vi propongo è un film del 2006, Il Velo Dipinto, (The Painted Veil), diretto da John Curran.
E’ stato girato prevalentemente in Cina e si vede. Le ambientazioni sono meravigliose, l’atmosfera è magica.
La trama è molto interessante. Kitty, giovane capricciosa e viziata, e Walter, medico rigido ed intransigente, si sposano negli anni Venti, ma mentre lui si dichiara perdutamente innamorato di lei pur senza conoscerla realmente, Kitty lo sposa senza amore, per sfuggire ad una vita familiare opprimente. Un viaggio ai confini della Cina dilaniata da un’epidemia di colera li metterà di fronte ai sentimenti che provano per l’altro e verso se stessi.
Trovo che i due attori protagonisti siano stati bravissimi ad interpretare dei ruoli complessi, tormentati e in evoluzione. Il film non è ricco di azione e potrebbe risultare un po’ lento, ma è proprio nelle parti meno movimentate che, a parer mio, si realizza il lavoro migliore e più evocativo.
Vi lascio il trailer e vi consiglio di non perderlo. Che poi c’è Edward Norton. Non so voi, ma quella faccia da innocentino che nasconde un animo passionale ed impetuoso, a me fa sangue assai.
E poi, le musiche sono di Alexandre Desplat.



martedì 9 luglio 2013

Consigli per gli acquisti #3

Per il terzo appuntamento con la rubrica “Consigli per gli acquisti”, vorrei proporvi due pellicole molto carine.
La prima è su suggerimento esterno, di una lettrice ed amica twitterina, Kikkasole (grazie cara :*).
Qualcuno da amare (Untamed Heart) è un  film del 1993, diretto da Tony Bill ed interpretato da Marisa Tomei e Christian Slater. Adam è un aiutante cuoco, tenebroso ed affascinante, che lavora nello stesso bar di Caroline, perennemente alla ricerca del grande amore nei ragazzi sbagliati. Una notte, Adam salva Caroline da un tentativo di stupro e tra i due nasce una relazione molto particolare, scandita dalle critiche condizioni di salute del ragazzo. Di seguito, il link al film completo.



Questa pellicola è di vent’anni fa ed io l’avrò vista, appunto, vent’anni fa (-.-‘). Ricordo con chiarezza la trama, tuttavia, poiché è uno dei primi che mi ha fatto versare una cascata infinita di lacrime. Non dimenticate scorte di gelato e fazzolettini ù.ù

La seconda pellicola è uno dei più film più angst che abbia mai visto.
Shame (Shame) è un film del 2011, diretto da Steve McQueen e interpretato da Carey Mulligan e dallo gnocchissimo Michael Fassbender. Al Festival del Cinema di Venezia del 2011, il protagonista ha vinto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile.
Brandon è un uomo d’affari trentacinquenne di New York che vive una vita di totale asservimento di varie dipendenze, di droghe, ma soprattutto dal sesso. La difficoltà a controllare e gestire le sue pulsioni sessuali, che sfoga con incontri occasionali, frequentazione di prostitute e continue masturbazioni, lo porta a condurre una vita solitaria e di maniacale riservatezza. Solo l’arrivo in città della sorella minore, l’insicura Sissy, potrebbe spezzare la sua ossessione, permettendo a Brandon di prendere il controllo della propria vita (fonte Wikipedia – eccetto lo “gnocchissimo”).



L’interpretazione di Fassbender è spettacolare. Quella della Mulligan è perfettamente in linea col personaggio ma, più di ogni cosa, è la regia ad essere incredibile.
Benché abbia improntato questa rubrica su toni molto leggeri, proponendo in genere commedie romantiche e non impegnative, questo consiglio filmico non posso proprio evitarlo. E’ un film unico nel suo genere con una regia d’eccellenza. L'ho trovato molto commovente.
Avvertimento: In Italia è stato vietato ai minori di 14 anni e ci sono scene molto esplicite (a parer mio è molto più osceno il Grande Fratello, ma son gusti ù.ù). GUARDATELO.

Scrivetemi i vostri suggerimenti, commedie romantiche o film che vi hanno molto colpito, e condividiamoli!

Alla prossima :*

domenica 23 giugno 2013

Consigli per gli acquisti #2

Per la rubrica “Consigli per gli acquisti”, mi pare doveroso dedicare uno spazio ad uno gnocco con la GN maiuscola: Patrick Dempsey, il dottor Stranamore di Grey’s Anatomy.
Tutta colpa dell’amore (Sweet Home Alabama), pur essendo datato 2002, è un filmetto molto gradevole. Appena iniziato, ho alzato gli occhi al cielo: miele. Miele e perfezione ovunque, i classici film che mi annoiano a morte. Ma si intuisce subito che non è tutto come sembra e presto allo gnocco number one, si aggiunge Josh Lucas: praticamente c’è di che saziarvi a lungo.
Reese Witherspoon non è una delle mie attrici preferite, ma ammetto che fa abbastanza Meg Ryan in questo film, non so se riesco a spiegarmi. E’ vittima di qualche situazione tragi-comica, aria da innocente e animo sincero.
Il film merita un’occhiata in un pomeriggio o una sera di noia, giusto per trascorrere un’oretta e mezza in relax.
Vi lascio il link su Youtube con il film completo, da vedere solo in alta risoluzione (se avete una connessione lenta non si vede una cippa).





La seconda pellicola che vi consiglio è questa.
Il lato positivo – Silver Linings Playbook è un film del 2012, diretto da David O. Russell, tratto dal romanzo di Matthew Quick “L’orlo argenteo delle nuvole”. I protagonisti sono Bradley Cooper e Jennifer Lawrence. La pellicola ha ricevuto otto nomination ai premi Oscar del 2013, vincendo quello per la Miglior Attrice protagonista, consegnato a Jennifer Lawrence. (fonte Wikipedia).
Mi è piaciuto tantissimo. Già dall’inizio del trailer c’è una scena grandiosa, una che –lo ammetto – ho pensato di fare io stessa almeno dieci volte nell’ultimo periodo (provare per credere ^^). E’ un film divertente, con quel filo di drammaticità ben stemperato dai dialoghi serrati e battute argute.
Vi lascio il trailer ufficiale.





Enjoy it ;)

domenica 9 giugno 2013

Consigli per gli acquisti #1

Quando decido di fare qualcosa, specie se quel qualcosa include dedicarmi ad una delle mie passioni, non è raro che mi ci senta talmente coinvolta da scordarmi di tutto il resto. Per fortuna, in questo sono abbastanza volubile: c’è il momento storico della lettura (diciamo che, in sottofondo, questo momento è quasi sempre presente nelle mie giornate. Un libro mi accompagna ovunque, anche dove sapete voi …); quello della scrittura (più dilatato nel tempo, ma più intenso); quello del disegno (molto più rappresentato in passato che attualmente); quello dello sport (ehm … uhm …); quello della cucina (ho uno scaffale ad uso esclusivo dei libri da cucina).
Insomma, ad un occhio distratto sembro una persona normale. Una che, tra i compiti giornalieri di casa e lavoro, legge un po’, un po’ scrive, un po’ cucina, qualche volta dà sfoggio di qualche completino sportivo e si spara qualche chilometro di jogging. Ad un occhio attento (mio marito e i miei figli, giusto per intenderci), invece, appaio per quella che sono: una compulsiva.
Quando leggo un libro che mi piace non ho pace finché non l’ho finito.
Se inizio a scrivere, posso anche dimenticare di preparare il pranzo o di togliermi il pigiama.
Qualcuno in casa dice di voler mangiare qualcosa di particolare? Preparo un banchetto da sceicco con pietanze che Gordon Ramsay non potrebbe far altro che inchinarsi ai miei piedi ù.ù
Sono un’estremista.
Al solo scopo di sviare quelle occhiate biasimevoli che in passato, ostinatamente, ignoravo, e un po’ perché, diciamocelo, è sempre più confortante avere a che fare con una persona che un minimo di equilibrio cerca di detenerlo, piuttosto che perderlo definitivamente, ogni tanto mi obbligo ad intercalare una qualche attività innocua in mezzo alle pulsioni che minacciano di prendere il sopravvento: guardo un film.
Guardare i film (o i telefilm), per me, è spegnere il cervello, mettere in stand-by i pensieri, prendermi una pausa (tutte le attività sopracitate le svolgo con la costanza di un lavoro precario: al massimo dell’impegno fisico e mentale). Non sopporto di leggere un libro banale, ma un film banale non mi disturba troppo. Se ci sono dei gran bei fighi, tanto meglio: dobbiamo, o no, riposare gli occhi?
E veniamo a noi. Perché non condividere con voi qualcuno di questi scacciapensieri/risciacquo-pupillare?
Inauguro la nuova rubrica "Consigli per gli acquisti", aperta ai vostri suggerimenti ed alle vostre impressioni. Uno scambio reciproco di gnocchi, amari utili per digerire, dessert per addolcire una giornata difficile.
Inizio con due pellicole che mi hanno colpito:
La musica nel cuore (August Rush) è un film del 2007, diretto da Kristen Sheridan. La storia racconta di un ragazzino, piccolo prodigio della musica, che fugge dall'orfanotrofio per cercare i genitori a New York. Il protagonista è interpretato da Freddie Highmore, mentre Keri Russel e Jonathan Rhyes-Meyers sono madre e padre del piccolo, Terrence Howard è un assistente sociale e Robin Williams indossa i panni di un cinico chitarrista. (fonte Wikipedia).



Il trailer ufficiale non rendeva bene, quindi ho postato un fanmade bellissimo, con molte scene del film. Ho spammato questa pellicola su fb come un'indemoniata. L'ho trovato magico, romantico e molto fiabesco. Ci sono tutte le caratteristiche per una visione piacevole: il ragazzino è BRAVISSIMO, oltre ad essere molto, molto dolce; Robin Williams non ha bisogno di presentazioni; e c'è lo GNOCCO (Jonathan Rhys-Meyers).

Il secondo film che vi propongo è:
The Tourist, una pellicola del 2010, diretta da Florian Henckel von Donnersmarck, interpretato da Angelina Jolie e Johnny Depp. Il film è un remake del film francese Anthony Zimmer, scritto e diretto da Jérome Salle. (fonte Wikipedia).




E' un thriller-romance, quindi, se vi resta in funzione un neurone dopo una giornataccia ed avete voglia di giocarvelo, guardatelo.
L'interpretazione di Johnny Depp è eccezionale, la Jolie è deliziosa, e molti ruoli secondari sono affidati ad attori nostrani. Carinissimo e consigliatissimo ^^

E voi? Che avete visto di recente che vi ha fatto battere il cuore, ridere, rilassare?
Let me know :)